Archivi categoria: Esercizi per l’esplorazione del paesaggio

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 23 / Passeggiate, moti di piazza, battaglie, uccellini

di Giulio Mozzi

Conoscete la poesia di Aldo Palazzeschi che s’intitola La passeggiata? O non la conoscete? No, no, non c’entra nulla con la celebre canzoncina La passeggiata incisa nel 1966 da I Minorenni, “il più giovane complesso d’Italia” (il veterano aveva 12 anni). E’ proprio tutta un’altra cosa.

Per introdurre, ecco un’immagine urbana di quei tempi. Palazzeschi – se non sbaglio – abitava a Firenze, ma era a Milano che pulsava il cuore meccanico del Futurismo:

E dunque leggete La passeggiata. Se possibile, a voce alta.

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Je t'aime moi non plus Jane Birkin Serge Gainsbourg

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 22 / Je t’écoute moi non plus

di Giulio Mozzi

Per essere belli erano belli, anzi bellissimi, Jane Birkin e Serge Gainsbourg. Ma per il momento non parliamo di loro. Parliamo – è ovvio – della musica concreta.

Musica concreta. Denominazione coniata nel 1948 dal compositore e teorico francese P. Schaeffer per designare una nuova corrente musicale (di cui è stato ideatore e primo realizzatore) basata sulla registrazione su nastro magnetico di suoni e rumori ambientali da usarsi come materiale creativo. Questo materiale viene poi modificato e rielaborato dal compositore attraverso processi di montaggio e mixaggio analoghi a quelli cinematografici (taglio e riassemblaggio del nastro, scorrimento a velocità variabile, ripetizione e inversione di frammenti). La m. c. nasce in contrasto con quella che Schaeffer chiama “musica astratta”, ovvero quella tradizionale, che vincola il compositore alla scrittura musicale su partitura e all’esecuzione dell’interprete (Treccani).

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Musicanti di Brema

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 21 / Uccelli, gatti, e altri musicisti

di Giulio Mozzi

(In cima all’articolo vedete il monumento ai “musicanti di Brema”, protagonisti di una celebre favola dei fratelli Grimm. Il monumento, ovviamente, si trova a Brema. L’autore è Gerhard Marcks).

L’avrete fatto tante volte anche voi, presumo, il giochino di piazzare un registratore – o, oggi, un telefono – da qualche parte, andarvene, e poi ascoltare che cos’è successo. Io l’ho fatto qualche giorno fa:

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Fotografia di Gualtiero Bertoldi

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 20 / Trova l’errore

di Giulio Mozzi

La fotografia qui sopra è di Gualtiero Bertoldi (Padova, via Morgagni). Guardatela bene, e domandatevi: cosa c’è che non va?

(Prendetevi due minuti; io intanto metto su il caffè).

Ci siete arrivati? No? Allora ve ne propongo un’altra, sempre di Gualtiero Bertoldi. Guardatela ben bene:

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Lexington, Texas

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 19 / Mappe in profondità

di Giulio Mozzi

Focalizziamo. Un vecchio proverbio statunitense dice, più o meno: se qualcosa accade nel Kansas, può accadere ovunque (o forse dice l’inverso: se qualcosa accade da qualche parte, può accadere anche in Kansas). Il Kansas è più o meno al centro fisico degli Stati Uniti d’America (trascurando Alaska e Hawaii):

Il centro degli Usa: il Kansas

Il centro degli Usa: il Kansas

Non esattamente al centro del Kansas, ma proprio per questo forse più vicina al centro degli Stati Uniti, c’è la Chase County:

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Colonia

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 18 / Paesaggi invisibili, paesaggi inguardabili

di Giulio Mozzi

Vi sarà bastata un’occhiata, immagino, per riconoscere il luogo fotografato qui sopra. Si tratta infatti di Köln, detta in italiano Colonia, ridente città della Renania.

La domanda, naturalmente, è: ma perché fermarsi a guardare un paesaggio simile? La risposta, naturalmente, è: perché esiste, e si presenta ai nostri occhi. Ero alloggiato in non so più quale albergo, poteva essere il 2005 o anche prima, e da una finestra sul giroscala mi affacciai, e guardai. Pensai che nulla, in ciò che vedevo, era pensato per essere guardato.

A Köln c’erano molte cose fatte apposta per essere guardate. Il cono gelato di Claes Oldenburg, per esempio:

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Padova, Orologio di piazza dei Signori, foto di Danilo Rizzetto

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 17 / In quale universo siamo?

di Giulio Mozzi

Il cuore del cuore della città nella quale abito, Padova, è costituito dalle “piazze” (per antonomasia). Sono tre: piazza delle Erbe, dei Frutti, dei Signori. Circondano il palazzo della Ragione, comunemento detto Salone (perché l’interno è un’unica, enorme sala), iniziato a costruire nel 1218, già sede del Comune. In piazza dei Signori c’è la torre dell’orologio: la vedete qui sopra (fotografia di Danilo Rizzetto).

L’orologio (il meccanismo, intendo) fu progettato e costruito nel 1344 da Jacopo Dondi, d’allora in poi autorizzato a fregiarsi del nome di Jacopo Dondi dell’Orologio; andò distrutto in un incendio nel 1390, e fu prestamente ricostruito. Non so quanto il meccanismo attuale somigli a quello originario: ma, in fondo, non mi interessa.

Mi interessa il fatto che quell’orologio, così come possiamo vederlo oggi, mostra un tempo piuttosto diverso da quello percepisco io. Il giorno diviso in ventiquattr’ore anziché in dodici; le fasi lunari; i segni zodiacali; e poi: la verticale sulle 18, l’incastro di triangolo quadrato esagono al centro, che non so ben comprendere. Effettivamente, il tempo una volta era diverso. Ma era diverso tutto l’universo.

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Edouard-Manet-Dejeuner-sur-l-herbe

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 16 / Metti al centro una donna nuda

di Giulio Mozzi

Lasciamo perdere Manet, per il momento (qui sopra il suo celebre Déjeuner sur l’herbe), e prendiamo il discorso alla larga. Questa cosa qui la conoscete di sicuro:

Joseph Jastrow

L’illusione ottica di Joseph Jastrow

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Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 15 / 50 regole per la descrizione di un luogo

di Giulio Mozzi

Qualche anno fa, a Mestre, nell’ambito del corso di scrittura organizzato dal Circolo Walter Tobagi, mi toccò una lezione sulla descrizione. Spedii gli allievi nella stazione feroviaria – lì a un passo – con la consegna di andare, guardare, annotare, e poi in aula scrivere la descrizione.

Dopo la lettura degli esercizi provammo a estrarre dagli esercizi stessi, ossia dalle azioni compiute nella stazione ferroviaria, una serie di “regole per la descrizione”. Ne vennero fuori giusto cinquanta. Le metto qui di séguito. L’ordine è casuale (alfabetico, quindi casuale rispetto al contenuto della regola).

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vibrissecartoline

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 14 / Altre cartoline

di Giulio Mozzi

Nell’estate del 2009 mi inventai un gioco. All’epoca il Facebook non era ancora così importante (e invasivo) com’è oggi, e la sede del gioco era il mio bollettino vibrisse. Lo spiegavo così:

La proposta è: se andate in vacanza, ma anche se non ci andate, mandatemi una cartolina illustrata. Nello spazio bianco, dove di solito si scrive “Cordiali saluti”, o “Saluti da Saluzzo”, o “Vorremmo tanto che foste anche voi qui a Campobasso”, o “Qui a Tradate è tutto così bello!”, eccetera, provate a scrivere invece una storia breve. Brevissima. Che ci stia appunto in quello spazio. Se possibile, una storia che abbia una relazione con l’illustrazione della cartolina. Io scannerizzerò e pubblicherò qui in vibrisse […] tutte la cartoline: illustrazione e testo. Basta che arrivino entro il 15 settembre. Mi riservo il diritto di non pubblicare le cartoline recanti immagini o testi che mi sembrino inopportuni.

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