vibrissecartoline

Esercizi per l’esplorazione del paesaggio, 14 / Altre cartoline

di Giulio Mozzi

Nell’estate del 2009 mi inventai un gioco. All’epoca il Facebook non era ancora così importante (e invasivo) com’è oggi, e la sede del gioco era il mio bollettino vibrisse. Lo spiegavo così:

La proposta è: se andate in vacanza, ma anche se non ci andate, mandatemi una cartolina illustrata. Nello spazio bianco, dove di solito si scrive “Cordiali saluti”, o “Saluti da Saluzzo”, o “Vorremmo tanto che foste anche voi qui a Campobasso”, o “Qui a Tradate è tutto così bello!”, eccetera, provate a scrivere invece una storia breve. Brevissima. Che ci stia appunto in quello spazio. Se possibile, una storia che abbia una relazione con l’illustrazione della cartolina. Io scannerizzerò e pubblicherò qui in vibrisse […] tutte la cartoline: illustrazione e testo. Basta che arrivino entro il 15 settembre. Mi riservo il diritto di non pubblicare le cartoline recanti immagini o testi che mi sembrino inopportuni.

Il gioco si chiamò: vibrissecartoline. Altri tempi, vero? Ne convengo, altri tempi. La cosa carina, di cui mi accorgo solo ora andando a rivedere, è che la prima persona a reagire, mettendo un “Bello!” nei commenti in calce al lancio del gioco, fu Sabrina Ragucci, fotografa, che sarà uno dei docenti ospiti del laboratorio Raccontare il paesaggio. Tutto torna, a quanto pare.

Ordunque: non so neanche più quante cartoline arrivarono. Riempiono due scatole, in alto a sinistra sulla libreria del mio studio. Molti, naturalmente, scelsero di mandarmene di proprio brutte, ma brutte brutte, di quelle che fanno male agli occhi; magari unendole a un testo di tutt’altra specie. Per esempio, Veronica Tomassini:

Una vibrissecartolina

Una vibrissecartolina

La stessa, retro

La stessa, retro

Altri cercarono immagini più o meno belle o sopportabili, sia pur cartolinesche e vacanziere, come per esempio Rosa Tiziana Bruno (l’immagine è quella in cima all’articolo, qui il testo):

Questa è la storia; l'immagine è in apertura d'articolo

Questa è la storia; l’immagine è in apertura d’articolo

Ma naturalmente il punto non è la eventuale bellezza dell’immagine o della storia. Il punto è la relazione tra la storia e l’immagine. Il loro accompagnarsi o il loro allontanarsi, il loro consonare o il loro stridere.

Una vibrissecartolina

Una vibrissecartolina

La storia

La storia

Non tutte le cartoline erano cartoline di paesaggio, ma la maggior parte sì. E, alla fin fine, la storia scritta, qualunque storia fosse, non faceva che, nella relazione con l’immagine, restituire un sentimento del paesaggio, o un sentimento del luogo (e non mi metto a discutere, qui, tra luogo e paesaggio).

Perché, per l’appunto, tutto si gioca nella relazione tra il paesaggio come noi lo percepiamo, lo viviamo, lo attraversiamo, e l’immagine che altri ne danno; nella relazione tra il bello stereotipato (e magari di cattivo gusto, o kitsch) e il vero che noi percepiamo.

Per vedere tutte le vibrissecartoline, guardate qui.

Fermo-paesaggio, un concorso di immagini e testi

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