I laboratori passati

Ritorno al paesaggio

Ritorno al paesaggio, Introduzione al racconto del visibile che ci circonda (6 marzo – 5 maggio 2021) è stato quel che dice di essere sin dal titolo: un corso introduttivo. Si è cominciato proprio dal principio col domandarsi cos’è il “paesaggio” (oltre che un termine parecchio suggestivo) e si è proseguito con lo sperimentare il suo senso più ampio, il suo valore per chi scrive, quale e quanto posto occupa nel nostro immaginario narrativo, come sia possibile restituire un’esperienza di paesaggio attraverso le parole; infine quale forma assume un testo con – nel, dal, per – il paesaggio.

Raccontare il paesaggio /3 Luoghi dalla distanza

Raccontare il paesaggio, Bottega di narrazione, Letteratura e paesaggio, Scrittura creativa, Creative writing

Luoghi dalla distanza è il titolo della terza edizione di Raccontare il paesaggio che si è svolta in aula virtuale tra settembre e dicembre 2020. Il laboratorio è stato dedicato ai luoghi inesistenti, intesi quali porzioni di spazio non più identificabili come tali nel nome e nella funzione, iniziando dagli spazi trasparenti dell’insignificanza per finire sul versante opposto di quelli preservati in una forma cristallizzata, museale, transitando per la degradazione degli habitat e le sorprendenti rinascenze del terzo paesaggio (un concetto relativamente recente che considera gli spazi abbandonati come forieri di una nuova biodiversità).

Raccontare il paesaggio 2 / Monghidoro (Bo) 2019

 

Raccontare il paesaggio 2019 è stata la seconda edizione del laboratorio di scrittura residenziale organizzato dalla Bottega di narrazione e dedicato alla narrazione dei luoghi e dei paesaggi. Una settimana, dal 3 al 10 luglio, tra Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, lungo una strada che per secoli è stato il principale transito di persone e merci tra la pianura padana e l’Italia centrale; tra il versante adriatico e quello tirrenico della catena appenninica; tra i territori di due città, Firenze e Bologna, al punto da venirsi a costituire come una vera e propria frontiera. Per il resto è un luogo che si deve voler raggiungere.
Nel corso del laboratorio, e soprattutto nei mesi successivi, il gruppo ha lavorato alla creazione di un volume legato ai luoghi che ci ha ospitati, e a un’iniziativa che ha l’ambizione di attraversarli, rappresentarli, e raccontarli. Il Mangirò  è una passeggiata di dodici chilometri, divisa in otto tappe, per boschi di quercia e castagno, campi di grano e di lavanda; per ogni tappa due chef e diversi piccoli produttori offrono prelibatezze il cui ingrediente di base è il pane.  L’ideatore di questa popolare iniziativa è Matteo Calzolari, titolare del Forno Calzolari di Monghidoro nel quale si producono pani lavorati esclusivamente con lievito madre e farine macinate a pietra da grani antichi coltivati in Appennino. Un modo di lavorare è anche un modo di stare sulla terra. Di cercare dei modi sensati di starci. Ed è stato proprio Calzolari che, nel 2019, ci ha chiamati, come Bottega di narrazione, a organizzare dalle sue parti Raccontare il paesaggio; a portare sulle montagne di Monghidoro il nostro sguardo, i nostri piedi e la nostra voce; a partecipare a questa esperienza dei sensi e poi a scriverne, progettando e realizzando un volume collettivo. Non si è trattato di compilare la cronaca della giornata, naturalmente, o di decantare la bellezza dei paesaggi ma di cercare un contatto profondo con i luoghi e le persone che ci hanno accolti e di restituire loro qualcosa in forma scritta.

Il gruppo ha alloggiato a Castel dell’Alpi presso l’albergo Belvedere e le attività didattiche si sono svolte nella accogliente e attrezzata sala parrocchiale. Circa cinquanta ore tra lezioni, esperienze, esplorazioni e scampagnate insieme ai docenti della Bottega di narrazione Fiammetta Palpati, Simone Salomoni e Giulio Mozzi, – ideatori e conduttori del laboratorio, alle guide locali, agli scrittori ospiti Sandro Campani e Alessandra Sarchi. Un’opportunità per i partecipanti di dedicarsi completamente alla scrittura ma anche di prendersi una vacanza, nel senso più proprio di sospensione dall’attività quotidiana,  oziare al fresco, passeggiare in montagna, tuffarsi nel lago, mangiare bene, conoscere persone con le quali si condividono interessi e curiosità. Una formula il cui intento è quello di favorire la produzione scritta a partire da una presa di contatto fisica ed emotiva con il luogo: lasciare che il paesaggio entri nella scrittura e che la scrittura lasci qualcosa nel paesaggio (dal momento che esso è anche uno spazio letterario, creato dagli autori). Una parte delle ore d’aula è stata dedicata a ragionare sulle idee di ognuno, a progettare i singoli testi e il volume completo secondo la pratica collaudata nella Bottega di narrazione. Ma il resto del lavoro – lo scambio dei materiali, le letture consigliate caso per caso, le osservazioni sui testi, l’editing – si è svolto secondo il consueto sistema della lista di discussione via email, con i docenti di Bottega.
Così, a giugno 2020, è nato Le stanze del grano, un volume che raccoglie i testi dei protagonisti del laboratorio, curato da Fiammetta Palpati, Simone Salomoni e Giulio Mozzi e pubblicato da Laurana editore. 

Raccontare il paesaggio/ Amelia (Tr) 2018

bannerpaesaggio

Ad Amelia, nel 2018, si è svolta la prima edizione di Raccontare il paesaggio, il laboratorio residenziale della Bottega di narrazione dedicato alle scritture di luogo e di paesaggio.