Dal primo laboratorio residenziale ad Amelia, nel 2018, Raccontare il paesaggio ha sviluppato corsi, laboratori e percorsi di ricerca dedicati a temi e forme diverse dell’esperienza e della scrittura del paesaggio. Questa pagina ne raccoglie la storia a ritroso.
2024 «Il paesaggio postindustriale: Terni e la fabbrica totale»
Il paesaggio postindustriale: Terni e la fabbrica totale è un laboratorio monografico che si è svolto nella primavera 2024 attraverso un percorso in due parti: la prima, preparatoria, con incontri periodici a distanza duranti i quali si è ragionato sul rapporto tra paesaggio e industria, industria e letteratura (in particolare dal secondo dopoguerra), sull’interpretazione dei segni di un paesaggio industriale o postindustriale nelle forme di conversione, riuso e abbandono degli edifici e delle aree.

La seconda parte ha previsto 5 giorni di laboratorio residenziale durante i quali il gruppo di lavoro guidato da Fiammetta Palpati e coadiuvato da Mariachiara Tosi ed Eugenio Raspi ha esplorato a piedi e in macchina l’ampio e ricchissimo paesaggio industriale e postindustriale intorno alla città di Terni.
2023 «Il tracciato e la città»
Il tracciato e la città è un laboratorio di scrittura creativa svoltosi nella primavera 2023 in cui si è approfondita la conoscenza dell’origine, della forma, del funzionamento e delle trasformazioni degli insediamenti urbani, sia attraverso discipline specifiche, come l’urbanistica, sia attraverso un percorso tra le arti (pittura, architettura, narrativa, poesia) e la psicoanalisi con una lezione di Anna Mendicini.

Questo percorso di apprendimento è avvenuto contemporaneamente all’esplorazione di quello che è il nostro personale immaginario sulla città, attraverso esercizi di scrittura, letture di autori, ascolti musicali ed escursioni, cercando, contemporaneamente, la relazione tra le forme concrete e le valenze simboliche.
2022 «Il sublime al tempo del contemporaneo»
Il sublime al tempo del contemporaneo è un laboratorio monografico di ricerca e scrittura, nato nel 2022 con l’intento di riconoscere l’esperienza del sublime nel paesaggio contemporaneo, anche lontano dai luoghi grandiosi ai quali la tradizione estetica l’ha associata. Spazi ordinari, periferici, industriali e tecnici sono diventati terreno di esplorazione e di scrittura

Il lavoro, sviluppato attraverso lezioni, letture analitiche, dibattiti, incursioni nel cinema, esplorazioni, scrittura e molta riscrittura, si è protratto per quattro anni e ha dato origine al volume Il sublime circostante. Esperienze del limite nel paesaggio contemporaneo, pubblicato da Raccontare il paesaggio nel 2026.
2021 «Il paesaggio del romanzo»
Il paesaggio del romanzo è un laboratorio di scrittura ed esplorazione svoltosi nel 2021 e dedicato alle diverse forme in cui il paesaggio entra nella narrazione. Non soltanto come ambientazione – dalla singola scena al luogo, reale, finzionale o letterario, in cui una storia prende vita – ma come elemento capace di determinarne atmosfere e climi emotivi, mettendo continuamente in relazione spazio interno e spazio esterno.

Il lavoro ha esplorato anche le immagini-paesaggio che la narrazione costruisce – visioni, vedute, tableaux, dipinti, fotografie – e quei luoghi dell’immaginario dai quali possono prendere origine le storie che desideriamo raccontare.
Il laboratorio ha alternato l’esplorazione guidata di spazi fisici e spazi letterari alla pratica della scrittura, lavorando sul rapporto tra immaginazione e realtà sensibile.
2021 «Raccontare il paesaggio sonoro»
Raccontare il paesaggio sonoro è un corso progettato e condotto da Fiammetta Palpati e Manuel Cecchinato, dedicato al ruolo del suono e della musica nella scrittura e nella narrazione.

Da maggio a luglio 2021 il lavoro ha alternato lezioni teoriche, esperienze guidate di ascolto di opere musicali, cinematografiche e letterarie, scrittura, analisi e discussione dei testi. Al centro, la dimensione sonora dell’esperienza quotidiana e artistica, il rapporto tra ascolto e visione e le possibilità espressive del suono nella narrativa e in altri linguaggi.
Il laboratorio ha accolto narratori, musicologi, videomaker, poeti, paesaggisti e curiosi di conoscere e nominare il suono del mondo. Un’introduzione ad alcuni dei temi affrontati è nell’articolo di Manuel Cecchinato L’ascolto del paesaggio.
2021 «Ritorno al paesaggio»
Ritorno al paesaggio. Introduzione al racconto del visibile che ci circonda è quel che dice di essere sin dal titolo: un corso introduttivo.

Si è cominciato dal principio, interrogando la nozione stessa di paesaggio, per poi esplorarne il senso più ampio e il valore per chi scrive: il posto che occupa nel nostro immaginario narrativo, la possibilità di restituire attraverso le parole un’esperienza di paesaggio e le diverse forme che può assumere un testo con – nel, dal, per – il paesaggio.
2020 «Luoghi dalla distanza»
Luoghi dalla distanza è la terza edizione di Raccontare il paesaggio, svoltasi in aula virtuale tra settembre e dicembre 2020. Il laboratorio è stato dedicato ai luoghi inesistenti: porzioni di spazio che hanno perduto, o stanno perdendo, la propria riconoscibilità nel nome e nella funzione.

Il percorso si è mosso dagli spazi trasparenti dell’insignificanza a quelli preservati in una forma cristallizzata, museale, attraversando la degradazione degli habitat e le sorprendenti rinascenze del terzo paesaggio: gli spazi abbandonati nei quali possono svilupparsi nuove forme di biodiversità.
2019 «Raccontare il paesaggio, Monghidoro (Bo)»
La seconda edizione di Raccontare il paesaggio, si è svolta nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, tra Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro, lungo un territorio per secoli attraversato da persone e merci tra la pianura padana e l’Italia centrale, il versante adriatico e quello tirrenico, Firenze e Bologna. Il laboratorio, ideato e condotto da Fiammetta Palpati, Simone Salomoni e Giulio Mozzi, è nato dall’invito di Matteo Calzolari, titolare del Forno Calzolari e ideatore del Mangirò: una passeggiata a tappe attraverso boschi, campi e coltivazioni dell’Appennino, costruita intorno al pane e alle produzioni del territorio.

Per una settimana il gruppo ha alternato lezioni, esplorazioni, incontri e scrittura, con il contributo di guide locali e degli scrittori Sandro Campani e Alessandra Sarchi. Il lavoro è proseguito nei mesi successivi con la progettazione, la scrittura e l’editing di un volume collettivo.
Non si trattava di raccontare la bellezza dei paesaggi o di fare la cronaca dei luoghi attraversati, ma di cercare un contatto con i luoghi e con le persone che li abitano e di restituire qualcosa in forma scritta. Da questa esperienza è nato nel 2020 Le stanze del grano, curato da Fiammetta Palpati, Simone Salomoni e Giulio Mozzi e pubblicato da Laurana.
2018 «Raccontare il paesaggio, Amelia (Tr)»
Ad Amelia, nel 2018, si è svolta la prima edizione di Raccontare il paesaggio, laboratorio residenziale della Bottega di narrazione dedicato alle scritture di luogo e di paesaggio progettato e condotto da Fiammetta Palpati e Giulio Mozzi.

I primi giorni sono stati dedicati alla costruzione di una base teorica comune: che cosa intendiamo per paesaggio, quale rapporto intrattiene con la rappresentazione e quali forme assume nella letteratura e nelle arti visive.
Andrea Cortellessa ha tenuto una lezione sul rapporto tra letteratura e paesaggio; Sabrina Ragucci e Giorgio Falco hanno presentato il loro lavoro congiunto su immagini e testi, mostrando due linguaggi che intervengono sullo stesso materiale senza limitarsi a illustrarsi reciprocamente. A questo lavoro si sono affiancate l’esplorazione di Amelia e del territorio circostante, l’osservazione, gli incontri e la scrittura. Già nella prima edizione prendeva così forma un metodo destinato a svilupparsi negli anni successivi: mettere la pratica della scrittura in relazione con l’esperienza diretta dei luoghi, la riflessione teorica e il confronto con saperi e linguaggi diversi.
