Archivi categoria: Storia di uno sguardo a puntate

Storia di uno sguardo a puntate, 9 / Cantiere Soratte

di Fiammetta Palpati

[Ancora per Storia di uno sguardo, rubrica dedicata ai luoghi che ospiteranno il laboratorio Raccontare il paesaggio, e che raccoglie brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – attraverso il mio personalissimo sguardo, è la volta di un video. fp].

In questo breve filmato ho voluto sperimentare la possibilità di accostare al testo, alla voce che lo legge (la mia), anche delle immagini. Quello che avevo in mente era di usare non tanto fotografie o rappresentazioni che dessero conto di quello che nel testo dicevo o evocavo, quanto di presentare quei materiali che in momenti e luoghi diversi, lo avevano stimolato: incuriosendo, distraendo, cullando, infastidendo. Insomma un tentativo di video non documentale ma che ci auguriamo possa contribuire alla riflessione sulla relazione tra parola e immagine che, negli ultimi mesi, anche attraverso questo blog, abbiamo sollecitato.

Guarda il video su youtube:

Raccontare il paesaggio, laboratorio di scrittura

Storia di uno sguardo a puntate, 8 / Bianca folla di farina – Santa Maria di Amelia (prima parte)

di Fiammetta Palpati

[In questa rubrica, dedicata a Raccontare il paesaggio, raccolgo delle brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi che ospiteranno il laboratorio. Per familiarizzare. Ho cominciato dalle terre di confine, o limitrofe, entro le quali – o dalle quali – Amelia e i colli Amerini si definiscono per differenza, propagazione, emanazione. Adesso sono a distanza zero, sono nel mio personalissimo paesaggio. fp].

(leggi la puntata precedente)

Perché un pezzo che racconta del paesaggio tra Amelia città e la sua prima campagna, di una sagra paesana, di gente che va e che viene in ore antelucane lungo una strada sterrata, di macchine lasciate lungo il ciglio o infilate a spina tra un olivo e l’altro – ruote in bilico, aglio selvatico, parafango all’insù, – di due donne che attraverso una siepe mi chiedono dei soldi per il comitato festeggiamenti, di un prete nero che predica tra i tavoli – non v’accorgete di quanto stiamo bene così, tutti insieme? – e allora le teste si alzano dal piatto – il tovagliolo, alla svelta – e fanno sì, sì, con la bocca piena. E il prete nero sorride. E anche loro sorridono. Un pezzo – dicevo – in cui da lontano, dalla mia finestra, vedo una “Sala del regno” con un muro così bianco da essere luminescente – dico: perché un pezzo simile dovrebbe chiamarsi “Bianca folla di farina”?
Non lo so ancora. Ma sospetto che un motivo ci sia.
In questi giorni, dacché vado scrivendo questi pezzi che non so bene cosa siano – forse fette di mio paesaggio e nient’altro – faccio caso alle coincidenze – ai fatti che coincidono nel senso che diamo loro.
Per esempio, mentre scrivevo di Tilde – la donna dalla quale ho acquistato la casa ed ereditato le scarpe da sposa della nuora – è capitato che friggessi delle patate.

Continua a leggere

Storia di uno sguardo a puntate, 7 / Terrazze, corridoi e altre fette di paesaggio

di Fiammetta Palpati

[In questa rubrica, dedicata a Raccontare il paesaggio, cercherò di raccogliere delle brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi che ospiteranno il laboratorio. Per familiarizzare. Ho cominciato dalle terre di confine, o limitrofe, entro le quali – o dalle quali – Amelia e i colli Amerini si definiscono per differenza, propagazione, emanazione. Adesso sono a distanza zero. fp].

(leggi la puntata precedente)

Or che mi cinge tutta la tua distanza
sto inerme dentro un’unica sera
da Distanza, A. Zanzotto, Dietro il paesaggio, 1951

Ad Amelia comprammo la prima casa visitata, nonostante fosse, con ogni evidenza al di sopra dei nostri mezzi, e solo perché era bella – di una bellezza del tutto priva di funzionalità – e in lungo abbandono.

Continua a leggere

Storia di uno sguardo a puntate, 6 / Sullo sfondo delle mura

di Fiammetta Palpati

[In questa rubrica, dedicata a Raccontare il paesaggio, cercherò di raccogliere delle brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi che ospiteranno il laboratorio. Per familiarizzare. Comincerò dalle terre di confine, o limitrofe, entro le quali – o dalle quali – Amelia e i colli Amerini si definiscono per differenza, propagazione, emanazione. La fotografia qui sopra è di Roberto Della Portella. fp].

Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio
qui volgere le spalle.
da Ormai, A. Zanzotto, Dietro il paesaggio, 1951

Cinque strade portano ad Amelia, e cinque, naturalmente, se ne allontanano; si innestano in reti maggiori – sulle regionali, sulle statali; la sesta va a Macchie, e lì finisce – ma qui si entra in una specie di leggenda paesana che, per ora, tengo da parte.

Continua a leggere

Storia di uno sguardo a puntate, 5 / Torri, asparagi e viandanti: ancora incontri lungo la via Amerina

di Fiammetta Palpati

[In questa rubrica, dedicata a Raccontare il paesaggio, cercherò di raccogliere delle brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi che ospiteranno il laboratorio. Per familiarizzare. Comincerò dalle terre di confine, o limitrofe, entro le quali – o dalle quali – Amelia e i colli Amerini si definiscono per differenza, propagazione, emanazione. fp].

«Dentro le mura, lungo le terrazze, ci sono gli orti.»
Mi era rimasta questa fantasia.

Poco oltre la metà della provinciale per Amelia, quello stesso giorno [leggi la puntata precedente] – o forse fu un giorno diverso, non rammento se non che era pomeriggio – ci fermammo a visitare un altro immobile in vendita, da recuperare. Un piccolo casolare – di quelli dati a mezzadria prima e in fitto dopo – in parte diroccato, tra l’erba alta. Come se ne incontrano diffusamente e fanno malinconica – e quindi paesaggisticamente bella – la campagna. Mi pare che avesse una torretta – una colombaia – ma non ne sono certa. Certo è che la pietra era nuda. E quello fu il primo chiaro segnale che avevamo passato il confine.

Continua a leggere

Storia di uno sguardo a puntate, 4/ Roma-Amelia e ritorno, passando per Orte (seconda parte)

di Fiammetta Palpati

[In questa rubrica, dedicata a Raccontare il paesaggio, cercherò di raccogliere delle brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi che ospiteranno il laboratorio. Per familiarizzare. Comincerò dalle terre di confine, o limitrofe, entro le quali – o dalle quali – Amelia e i colli Amerini si definiscono per differenza, propagazione, emanazione. fp].

[Leggi la prima parte].

Dunque, dicevo al principio, che entrammo in Umbria dalla via Amerina.
Di quel paesaggio collinare posso enumerare gli elementi, ma non disporli in modo significativo: boschetti, vigne, oliveti, campi, pascoli, querce, stivali, pruni, fossi, conserve di frutta, conigliere, ponticelli, assi, fienili, stalle, fagiani, trattori, casali in pietra, scale, benzina agricola, galline e galli a passo d’uomo.

Continua a leggere

Storia di uno sguardo a puntate, 3 / Roma-Amelia, passando per Orte (prima parte)

di Fiammetta Palpati

[In questa rubrica, dedicata a Raccontare il paesaggio, cercherò di raccogliere delle brevi narrazioni – descrizioni, osservazioni, aneddoti – sui luoghi che ospiteranno il laboratorio. Per familiarizzare. Comincerò dalle terre di confine, o limitrofe, entro le quali – o dalle quali – Amelia e i colli Amerini si definiscono per differenza, propagazione, emanazione. La fotografia qui sopra è di Marcello Paolocci. fp].

Arrivai ad Amelia la prima volta a metà pomeriggio di un sabato, dopo un pranzo che si era protratto in chiacchiere in un ristorante di campagna in fondo a una piccola valle – non dico agriturismo perché di turistico c’era davvero poco. Mio marito e io venivamo dalla delusione di aver visitato una casa in vendita a Orte: un rudere di blocchetti di tufo su un terreno ripidissimo, in alto a sinistra i piloni del viadotto della superstrada, in basso a destra la ferrovia. Nell’andarcene, alla svelta, imboccammo casualmente la via Amerina. In macchina, naturalmente.

Continua a leggere