di Fiammetta Palpati
Per qualche mese Raccontare il paesaggio è rimasto in silenzio. Non è stato un abbandono del progetto, né un rallentamento dell’attività del laboratorio. È accaduto, semmai, il contrario. Negli ultimi anni il lavoro intorno al sublime, iniziato nel 2022, si è concentrato su una domanda che, al principio, sembrava persino impropria: è ancora possibile fare esperienza del sublime nel paesaggio contemporaneo? E se sì, dove? Nei luoghi che la tradizione ci ha insegnato a considerare grandiosi – montagne, oceani, deserti – oppure anche in quegli spazi ordinari, tecnici, industriali, periferici, che costituiscono ormai una parte sempre più estesa del nostro ambiente? Non credo che si possa e si debba cercare di rispondere a questa domanda, di esaurirla: si tratta piuttosto di sostanziarla, cioè di continuare a porla e a metterla alla prova nell’esperienza del paesaggio e nella scrittura. È stato necessario rallentare, leggere, discutere, osservare, scrivere e riscrivere. Quattro anni in cui il gruppo ha continuato a lavorare affinché quella ricerca trovasse una forma.
Quella forma è oggi un libro.
Esce infatti Il sublime circostante. Esperienze del limite nel paesaggio contemporaneo.
Il volume raccoglie il lavoro svolto negli ultimi anni all’interno di Raccontare il paesaggio. Si apre con un saggio introduttivo di Fiammetta Palpati, ideatrice del laboratorio e curatrice del volume; prosegue con undici racconti di Micaela Arcidiacono, Cinzia De Coro, Caterina Frustagli, Elisabetta Giromini, Serena Grassia, Carla Isernia, Nunzia Picariello, Stefania Pietroforte, Lorenzo Pinardi e Paola Stella; si conclude con una postfazione di Giulio Mozzi.
Il saggio propone una riflessione sul sublime a partire da un’esperienza apparentemente marginale: l’attraversamento di un paesaggio industriale. Da quella esperienza prende avvio un percorso che attraversa lo Pseudo-Longino, Burke, Kant e alcune riflessioni contemporanee, per interrogarsi su come cambino oggi i luoghi del limite e su quali strumenti la scrittura possa mettere in campo per raccontarli.
Questo volume non documenta semplicemente l’attività di Raccontare il paesaggio. È il primo esito pubblico di una ricerca che il laboratorio ha reso possibile. Una ricerca che ha trovato nel laboratorio il luogo in cui mettere continuamente alla prova le proprie ipotesi attraverso la lettura, la discussione, l’esplorazione dei luoghi e la pratica della scrittura.
I racconti non illustrano quella tesi. Al contrario, la mettono alla prova. Ciascuno esplora un diverso frammento di paesaggio contemporaneo e verifica, con i propri mezzi e la propria voce, se in quei luoghi possano ancora prodursi esperienze di smarrimento, attrazione, sproporzione, eccedenza: esperienze che, pur profondamente mutate rispetto alla tradizione, continuano a interrogare il nostro modo di abitare il mondo e l’eccedere del nostro sentire.
C’è infine una scelta che desidero rendere esplicita. Questo volume non esce per un editore, ma viene pubblicato direttamente da Raccontare il paesaggio. Non è una soluzione provvisoria né un ripiego. È il tentativo di attribuire al progetto una responsabilità editoriale oltre che culturale, nella convinzione che una ricerca debba assumersi anche la responsabilità di costruire, poco alla volta, il luogo in cui viene discussa e condivisa. Con questo libro Raccontare il paesaggio compie il primo passo in quella direzione.
- Il sublime circostante, Esperienze del limite nel paesaggio contemporaneo
- a cura di Fiammetta Palpati
- ©Raccontareilpaesaggio 2026
- p. 210 – 19 euro
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