Romanzo del paesaggio: Sublime contemporaneo, da febbraio 2022

Romanzo del paesaggio: Sublime contemporaneo, da febbraio 2022

Iscrizioni aperte

Sublime contemporaneo è la prossima edizione del Romanzo del paesaggio – il nostro laboratorio dedicato a un tema specifico – prevista per la primavera del 2022. Il titolo si ispira a un testo dell’architetto Vittorio Gregotti, Il sublime al tempo del contemporaneo (Einaudi, 2013). Il laboratorio funzionerà come un gruppo di lavoro per la ricerca e la narrazione di luoghi, complessi architettonico-urbanistici, edifici, installazioni paesaggi – intesi, in senso ampio, come paesaggi – in cui sia ancora possibile oggi sperimentare il sentimento del sublime. Nell’accezione più conosciuta del sostantivo si tratta di una particolare e accesa reazione emotiva che si prova di fronte a manifestazioni naturali di grande intensità e spettacolarità; in questo senso il sublime ha fatto la fortuna di un certo tipo di espressione della sensibilità romantica, soprattutto nord-europea. Al principio si trattava di bufere di neve, naufragi tra i ghiacci polari, picchi montuosi che soverchiavano l’osservatore: spettacoli con un quid di terribile ma anche di eccitante. Poi la comunicazione globale per immagini ha diffuso un sublime più esotico, ma egualmente capace di ispirare un sentimento ambivalente, di repulsione e fascinazione insieme: abissi oceanici, deserti lunari – paesaggi più surreali dei quadri di Salvator Dalì (che ha dato persino il nome a un deserto cileno) e che, peraltro, ha contribuito a derubricare il sublime a illustrazione da National Geographic. Tuttavia – ed è questo l’oggetto del nostro interesse – si può riconoscere una qualità sublime, sia intenzionale che del tutto involontaria, in paesaggi frutto di opera umana, creati per scopi pratici o artistici, e capaci di impressionare per la grandiosità, e per la grandiosità della loro potenza distruttiva. E questo genera – dal momento che il sublime è anche una forma di piacere, di godimento estetico capace di farci saltare a piè pari le categorie del giudizio critico – un curioso cortocircuito: che di fronte alla visione grandiosa delle enormi navi sature di immondizia in rada sul golfo di Napoli che ci descrive Roberto Saviano in Gomorra, noi potremmo esclamare che si tratta di una immagine mozzafiato: lo stesso aggettivo (trito) che useremmo di fronte a uno dei tanti paesaggi notturni partenopei, con l’immancabile e drammatica presenza di nubi e luna, e minuscole figure umane sui moli, di un Salvator Rosa. Chiamiamolo pure il sublime al tempo dell’antropocene.

Le iscrizioni sono aperte. Ci rivolgiamo a narratori, poeti, giornalisti, architetti, urbanisti, paesaggisti, fotografi, videomaker, guide ambientali e cultori dei luoghi.

Per avere maggiori dettagli sul programma, e sugli obiettivi del laboratorio, si può chiedere un colloquio telefonico con la docente, Fiammetta Palpati. Per iscriversi (o per la richiesta di un colloquio telefonico) è sufficiente mandare una mail a bottegadinarrazione@gmail.com, specificando la propria esigenza.