Programma 2021-22

Programma 2021-22

Il percorso del paesaggio è un accostamento trasversale alla scrittura creativa.

La nostra programmazione per il 2021-22 prevede i tre laboratori che troverai illustrati di seguito. Li abbiamo pensati come un percorso, ma possono essere fruiti utilmente in modo indipendente l’uno dall’altro.

Per ben cominciare, nell’autunno del 2021, un laboratorio introduttivo:

il Paesaggio del romanzo

In sintesi

Tipo di laboratorio: introduttivo

Modalità: in video-conferenza su piattaforma Zoom

Docente: Fiammetta Palpati

Durata: 30 ore (10 incontri di 3h ciascuno, nei fine di settimana), dal 9 ottobre al 5 dicembre

Costo: 360 euro + iva

Modalità di iscrizione: scrivere a: bottegadinarrazione@gmail.com

Minimo 8 massimo 12 partecipanti

Non è prevista selezione all’ingresso.

Cos’è

Il “Paesaggio del romanzo” è una introduzione alla scrittura di quello che all’interno di un qualunque tipo di narrazione possiamo definire, in modo intuibile, come paesaggio: l’ambientazione naturalmente – da quella delle singole scene, al luogo – reale, finzionale e letterario – in cui la storia prende vita (o la dà). Ma non solo. Il paesaggio è anche ciò che determina atmosfere, climi – e climi emotivi: quel rapporto costante, dialogico, interdipendente, tra spazio interno e spazio esterno. Così come accogliamo sotto l’etichetta paesaggistica l’insieme delle immagini-paesaggio – visioni, vedute, tableaux, dipinti, fotografie – e tutte quelle rappresentazioni, più o meno codificate come paesaggi, che il lettore riesce a raffigurarsi e che talora restano a lungo nella memoria, dopo la lettura, come qualcosa di sfuggente – di poco esprimibile con le parole – ma che magari ci spinge a tornare sui luoghi del romanzo, a cercare nel mondo fisico quel mondo fantasmatico che durante la lettura ci ha sedotti. In un’accezione più estesa il paesaggio del romanzo è – finanche – quel luogo del nostro immaginario dal quale originano le storie che desideriamo raccontare.

Fatta questa premessa è bene chiarire che questo laboratorio si propone, innanzitutto, come una “sperimentazione” del paesaggio nel suo senso più ampio, attraverso esplorazioni guidate tanto di spazi fisici quanto di spazi letterari, perché siamo convinti che i narratori possano trarre grande slancio dall’intensità, o qualità, del loro sentire, dal radicamento nella realtà sensibile. Un radicamento che è alla base di qualsiasi narrazione, sia essa volutamente verosimile o del tutto fantastica, sia essa una visione onirica o una descrizione naturalistica.

Cosa si fa, un programma di massima

  • Conoscere il paesaggio
  • Il paesaggio letterario
  • Paesaggio e tipo di testo
  • Strumenti e arnesi
  • Ri-conoscere il paesaggio
  • Riconoscermi nel paesaggio
  • Il paesaggio che abito
  • Tempo e movimento
  • Il paesaggio sonoro
  • Il paesaggio che mi abita

Come si lavora

Il laboratorio è, per definizione, un luogo dove si lavora insieme. Uno dei punti di forza dei laboratori del «Percorso del paesaggio», e dell’offerta complessiva della Bottega di narrazione, è il valore che diamo allo scambio tra docenti e allievi, tra allievi e allievi, al valore di essere un gruppo. Perciò, oltre alle lezioni di tipo tradizionale, frontali, e alle esercitazioni guidate con cui cercheremo di eludere quel filtro di convenzionalità che spesso applichiamo involontariamente quando pensiamo o parliamo di paesaggio, il resto del tempo (circa una decina di ore) sarà dedicato alla lettura analitica e alla discussione dei testi prodotti dagli allievi, non tanto per darne un giudizio estetico, quanto per comprendere – e semmai correggere – i processi che hanno portato a certe scelte tematiche, narrative, lessicali, stilistiche.

Calendario

  1. Sabato 9 ottobre, ore 15-18
  2. Domenica 10 ottobre, ore 10-13
  3. Sabato 23 ottobre, ore 15-18
  4. Domenica 24 ottobre, ore 10-13
  5. Sabato 6 novembre, ore 15-18
  6. Domenica 7 novembre, ore 10-13
  7. Sabato 20 novembre, ore 15-18
  8. Domenica 21 novembre, ore 10-13
  9. Sabato 4 dicembre, ore 15-18
  10. Domenica 5 dicembre, ore 10-13

A chi è destinato «Il paesaggio del romanzo»

Il paesaggio del romanzo non prevede selezione all’ingresso. È pensato per chi è alle prime – ma non primissime armi. Per chi è curioso del mondo – di nel mondo. Per chi crede che il paesaggio sia un semplice fondale sul quale i personaggi fanno avanti e indietro – o per chi lo dubita. Per chi ha l’impressione che le proprie storie potrebbero essere ambientate tanto nell’aeroporto di Timbuctù quanto nell’ex stabilimento della Birra Peroni di via Mantova, a Roma. Per chi teme il momento in cui il proprio beniamino – protagonista del romanzo – spalancherà la finestra – o per chi non lo teme abbastanza. Per chi ha la sensazione che il proprio immaginario assomigli a una galleria d’arte contemporanea, o al vecchio album di figurine Arte e Paesaggi della Marvi. Per chi sa che i paesaggi sono costruzioni, e le parole costruiscono come pietre e mattoni.

Per proseguire, nella primavera 2022, il laboratorio monografico: un’immersione nella scrittura dei luoghi e dei paesaggi attraverso un taglio specifico che in questa sessione sarà la ricerca del sublime al tempo del contemporaneo:

il Romanzo del paesaggio

In sintesi

Tipo di laboratorio: monografico

Titolo 2022: il sublime al tempo del contemporaneo

Modalità: in video-conferenza su piattaforma Zoom

Docente: Fiammetta Palpati

Durata: 30 ore (10 incontri di 3h ciascuno, nei fine di settimana), dal 26 febbraio al 29 maggio 2022

Costo: 360 euro + iva

Modalità di iscrizione: scrivere a bottegadinarrazione@gmail.com

Minimo 8 massimo 12 partecipanti

Non è prevista selezione all’ingresso.

Cos’è «Il sublime al tempo del contemporaneo»

Il “Romanzo del paesaggio” della primavera 2022 prende il titolo da un testo dell’architetto Vittorio Gregotti, Il sublime al tempo del contemporaneo (Einaudi, 2013), e si propone come un lavoro guidato alla ricerca, all’individuazione e alla narrazione di paesaggi – intesi in senso ampio come luoghi, complessi architettonico-urbanistici, edifici, installazioni – in cui sia ancora possibile sperimentare il sentimento del sublime, e su cosa ci sia di diverso rispetto alla sua accezione tipica. La nozione più conosciuta del sublime è quella di consistere in una particolare e accesa reazione emotiva di fronte a manifestazioni naturali di grande intensità e spettacolarità; in questo senso il sublime ha fatto la fortuna di un certo tipo di espressione della sensibilità romantica, soprattutto nord-europea. Al principio si trattava di bufere di neve, naufragi tra i ghiacci polari, picchi montuosi che soverchiavano l’osservatore: spettacoli con un quid di terribile ma anche di eccitante. Poi la comunicazione globale per immagini ha diffuso un sublime più esotico, ma egualmente capace di ispirare un sentimento ambivalente, di repulsione e fascinazione insieme: abissi oceanici, deserti lunari – paesaggi più surreali dei quadri di Salvator Dalì (che ha dato persino il nome a un deserto cileno) e che ha contribuito anche a derubricare il sublime a illustrazione da National Geographic. Tuttavia – ed è questo l’oggetto del nostro interesse – si può riconoscere una qualità sublime in paesaggi frutto di opera umana, creati consapevolmente o involontariamente, per scopi pratici o artistici, e capaci di impressionare per la grandiosità, e per la grandiosità della loro potenza distruttiva. E questo crea – dal momento che il sublime è anche una forma di piacere, di godimento estetico capace di farci saltare a piè pari le categorie del giudizio critico – un curioso cortocircuito: che di fronte alla visione grandiosa delle enormi navi sature di immondizia in rada sul golfo di Napoli che ci racconta Roberto Saviano in Gomorra, noi potremmo esclamare che si tratta di una immagine mozzafiato: lo stesso aggettivo (trito) che useremmo di fronte a uno dei tanti paesaggi notturni partenopei, con l’immancabile e drammatica presenza di nubi e luna, e minuscole figure umane sui moli, di un Salvator Rosa. Chiamiamolo pure il sublime al tempo dell’antropocene.

Come si lavora

Il laboratorio è, per definizione, un luogo dove si lavora insieme. Uno dei punti di forza dei laboratori del «Percorso del paesaggio», e dell’offerta complessiva della Bottega di narrazione, è il valore che diamo allo scambio tra docenti e allievi, tra allievi e allievi, al valore di essere un gruppo.

Delle 30 ore del laboratorio, circa 10 ore saranno di lezioni frontali; il resto del tempo sarà dedicato alla genesi, all’analisi e all’editing dei testi prodotti dagli allievi.

Calendario

Sabato 26 febbraio, ore 15-18

Domenica 27 febbraio, ore 10-13

Sabato 19 marzo, ore 15-18

Domenica 20 marzo, ore 10-13

Sabato 2 aprile, ore 15-18

Domenica 3 aprile, ore 10-13

Sabato 23 aprile, ore 15-18

Domenica 24 aprile, ore 10-13

Sabato 28 maggio, ore 15-18

Domenica 29 maggio, ore 10-13

A chi è destinato «Il romanzo del paesaggio»

Il romanzo del paesaggio non prevede selezione all’ingresso. È pensato per chi ha un po’ di dimestichezza nella scrittura e vuole provare un approccio trasversale per approfondirla. Per chi è interessato a raccontare il giardino del mondo. Per chi è interessato al paesaggio, per mestiere o curiosità (narratori, artisti, architetti, giornalisti, fotografi, antropologi e compagnia). A chi è semplicemente curioso di provare a raccontarsi cominciando a uscire da sé. 

Infine un laboratorio residenziale, nell’estate del 2022,per sperimentare il lavoro di gruppo, in aula e sul campo, l’esplorazione del luogo, e la costruzione di un testo:

«Raccontare il paesaggio 2022» – Tresigallo (Fe)

In sintesi

Da sabato 23 a sabato 30 luglio 2022

Località: Tresigallo (Fe)

Condotto da F. Palpati, G. Mozzi, S. Salomoni

Durata: una settimana

Costo: da definirsi

Modalità: residenziale, vincolato alle possibilità di spostamento legate alla pandemia da Covid-19

Non è prevista selezione all’ingresso.

Cos’è Raccontare il paesaggio

Dopo l’esperienza ad Amelia, in Umbria, nel 2018, e quella sull’Appennino Emiliano tra Sàvena e Sambro, il laboratorio residenziale «Raccontare il paesaggio» sceglie per la sua terza edizione un contesto urbano molto particolare: Tresigallo, in provincia di Ferrara, la prima cittadina “metafisica” d’Italia. Circa 60 tra lezioni frontali, esplorazioni, incontri con gli abitanti, approfondimenti e discussione dei progetti narrativi.

Se la situazione sanitaria consentirà di fare delle ragionevoli previsioni il bando con il programma completo dei costi sarà pubblicato il 15 gennaio 2022.